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	<title>Alessio Mosca</title>
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		<title>Prossimi laboratori in partenza Venerdi 2/03 e Sabato 3/03</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 09:37:34 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Laboratori]]></category>

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		<title>Ispirazioni giornaliere</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 00:36:44 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Ispirazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Phil Stern - Rita Moreno, West Side Story rehearsal, 1961]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Phil Stern -<em> Rita Moreno, West Side Story rehearsal, </em>1961</p>
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		<title>Il corpo si ricorda</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 23:33:22 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Ispirazioni]]></category>

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		<title>Due occasioni perse</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 00:33:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti]]></category>

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		<description><![CDATA[Al dolore, che è entrato come una goccia UNO Mi sta ad un palmo dal naso. Ci stiamo salutando davanti al cancello, sotto casa sua, dopo aver trascorso la serata insieme: a parlare su una panchina, a bere birra ghiacciata da una bottiglia nonostante faccia un freddo cane. Così da vicino sento chiaramente l&#8217;odore dei ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Al dolore, che è entrato come una goccia</em><br />
<em></em></p>
<p><strong>UNO</strong></p>
<p>Mi sta ad un palmo dal naso. Ci stiamo salutando davanti al cancello, sotto casa sua, dopo aver trascorso la serata insieme: a parlare su una panchina, a bere birra ghiacciata da una bottiglia nonostante faccia un freddo cane. Così da vicino sento chiaramente l&#8217;odore dei suoi capelli. Mi fanno morire i suoi capelli. Lei non lo sa, ma uno di questi giorni, se ci vedremo ancora, rischia di girarsi e ritrovarmi disteso a terra, senza vita.</p>
<p>“Bè, allora ciao” mi dice.</p>
<p><span id="more-216"></span></p>
<p>Ma il ciao è sospeso. L&#8217;ultima o non è chiusa, l&#8217;ha lasciata aperta. Certo, questo, in circostanze normali, può voler dire molte cose. Ma questa non è per niente una circostanza normale. Qui siamo un uomo e una donna davanti ad un cancello e ci stiamo salutando. Lei mi sta di fronte a pochi centimetri. Magra che sembra un fildi ferro. Gli occhi apertissimi e la pelle seccata dal vento. E quella o aperta può voler dire solo una cosa.</p>
<p>Ma ci devo pensare?</p>
<p>Dai, fallo adesso. Basta alzare un braccio, affondarle una mano nei capelli (oddio, i suoi capelli), avvicinarla a te e baciarla. Poi sarà una lunga notte. Ma a questo non pensarci adesso. Adesso devi solo fare quello che un uomo farebbe in queste circostanze.</p>
<p>“Ci sentiamo” mi dice.</p>
<p>Ecco, si sta stancando. Lo vedi, aspetta te. Vuoi farla aspettare ancora a lungo? Essù!</p>
<p>Si avvicina. Si sta avvicinando lei. Questo non è buono. O forse si. Ha chiuso gli occhi! La mia autostima esulta. E&#8217; fatta. Chiudo gli occhi anche io. Stiamo per baciarci.</p>
<p>Ma improvvisamente sento le sue labbra che sfiorano la mia guancia. Non le mie labbra. Ma la mia guancia.</p>
<p>Sono fregato. Mi crolla il mondo addosso. Finirà come in quelle soap opera moderne e lacrimose, con lei e lui che diventano amici per la pelle e molto tempo dopo ricordano del loro approccio e ci ridono su davanti ad un bicchiere di champagne in una casa da cinquemila euro al mese.</p>
<p>Io non lo voglio un futuro del genere. Io voglio lei, adesso.</p>
<p>Poi un&#8217;intuizione. Non sono ancora morto! Basta ruotare la testa di 30, forse 20 gradi nel momento esatto in cui lei si starà allontanando ed in men che non si dica staremo aggrappati in un bacio appassionato. Mi preparo. Conto mentalmente fino a 5. Sarà un grande bacio, me lo sento. Sarà una grande serata. Me lo sento. Ma faccio in tempo ad arrivare al 3 e lei si è allontanata, è di nuovo di fronte a me. Negli occhi uno sprazzo di vago desiderio e un&#8217;insistente ombra di rimprovero che vuol dire più o meno “sei un coglione”.</p>
<p>“Ciao” dice.</p>
<p>Apre il cancello e scappa via.</p>
<p>“Ciao” dico io.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>DUE</strong></p>
<p>Stamattina ero così nervoso che ho preso a pugni il materasso e ho rotto due doghe della rete.<br />
“Poco male, ne ricompro un altra” ho pensato “ma adesso devo sfogarmi in qualche modo.”<br />
Ho preso un barattolo pieno di monete e l&#8217;ho scagliato contro il muro.<br />
Un tuono di tintinnii ha riempito la stanza e mi sono ritrovato con uno sfregio sulla parete.<br />
Mi sono detto “o faccio qualcosa o mi succede qualcosa”<br />
Ho preso la macchina deciso ad andare alla stazione per prendere il primo treno in partenza.<br />
Quando sono arrivato lì, il tabellone diceva che il primo treno sarebbe stato alle 14:53 per Formia.<br />
Non proprio la destinazione migliore, ho pensato, ma tant&#8217;è, avevo scelto di farlo e quel che è detto è detto.<br />
Sono andato in biglietteria e mi sono messo in coda.<br />
Mentre ero li in fila, ho notato davanti a me una signora vecchissima, con uno chignon stretto in testa a mò di scrigno, che aveva la borsa completamente aperta.<br />
Le ho detto “Signora, ha la borsa aperta”.<br />
Lei mi ha sorriso, mi ha ringraziato e con un gesto rapido c&#8217;ha infilato dentro una mano.<br />
Ne ha tirato fuori una caramella piccola e nera e me l&#8217;ha data.</p>
<p>“Questa è per te” mi ha detto. “Grazie davvero”.</p>
<p>Poi ha richiuso la borsa e ha continuato ad aspettare il suo turno.</p>
<p>L&#8217;ultima volta che avevo mangiato quella caramella avevo 10 anni e l&#8217;avevo appena rubata dal barattolo di coccio a casa di nonna.</p>
<p>D&#8217;improvviso mi è presa una curiosità infinita di sapere tutto su quella vecchina dallo chignon stretto. Mi è presa voglia di chiederle perchè doveva prendere il treno, dove doveva andare, se stava andando o stava tornando e se aveva figli o un marito o dei nipoti. Avrei voluto chiederle che lavoro aveva fatto tutta la via, se era vissuta sempre in città o in campagna, se durante la guerra si era dovuta nascondere o aveva rubato mai della frutta. Se aveva paura delle malattie, se era mai stata ricoverata per una cosa stupida, se si sentiva mai tanto sola da pensare di non farcela e se di pomeriggio si metteva davanti alla finestra a spalmare marmellata sul pane e ad aspettare che l&#8217;acqua per il tè bollisse. Avrei voluto chiederle tante cose e per un momento sono stato sul punto di toccarle una spalla e chiederle “Senta signora, le va se le offro un caffè?”.</p>
<p>Ma poi mi è presa paura. Mi sono sentito un cretino. Anche di tutta quella messa in scena, del mio nervosismo. della biglietteria, di stare in fila per prendere un treno per Formia. Ma che ci devo andare a fare a Formia? Sono proprio un cretino. Mi sono girato di scatto che per poco non facevo cadere un signore in fila dietro di me.</p>
<p>“Mi scusi” ho detto.</p>
<p>Sono uscito dalla fila, dalla biglietteria, dalla stazione, mi sono rimesso in macchina e ho rifatto tutta la strada che avevo fatto all&#8217;andata. Ma stavolta ho allungato fino al mare. Sono arrivato sulla spiaggia, mi sono seduto, ho affondato una mano nella sabbia e ho stretto forte.</p>
<p><strong><em>sera, lunedi 12 dicembre 2011</em></strong></p>
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		<title>Ispirazioni giornaliere</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 00:32:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ispirazioni]]></category>

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		<title>Il cestino delle mele</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 15:40:30 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Regie Teatrali]]></category>

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		<description><![CDATA[di Crisafio, d&#8217;Amico, Scorza, Seddaiu &#124; Debutto: Luglio 2009 &#124; BorgoFestival, Fiano Romano Roma 3 Giugno 1944. Tre donne condividono una cella nel Carcere delle mantellate di Regina Coeli: Margherita, ebrea e fascista; Rita una donna del popolo, cattolica; Giovanna studentessa partigiana. A destabilizzare questo precario equilibrio arriva una quarta detenuta, Vera, partigiana gappista, il ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di<strong> Crisafio, d&#8217;Amico, Scorza, Seddaiu</strong> | <strong>Debutto</strong>: <em>Luglio 2009</em> | <strong>BorgoFestival</strong>, Fiano Romano</p>
<p><strong>Roma 3 Giugno 1944</strong>.<br />
Tre donne condividono una cella nel Carcere delle mantellate di Regina Coeli: <em>Margherita</em>, ebrea e fascista; <em>Rita </em>una donna del popolo, cattolica; <em>Giovanna </em>studentessa partigiana. A destabilizzare questo precario equilibrio arriva una quarta detenuta, <em>Vera</em>, partigiana gappista, il cui ruolo nella resistenza è ignoto alle altre tre. Viene proposto loro di scoprire e denunciare la reale identità della nuova arrivata, in cambio di una mela.</p>
<p>Il Cestino delle mele è il primo spettacolo realizzato dalla compagnia <strong>Le Ondine</strong>. E&#8217; nato dall’idea di riscoprire la vita delle donne durante l’occupazione nazista a Roma. La ricerca effettuata su libri, interviste e documenti è durata circa un anno ed è basata su storie reali raccolte dalle testimonianze delle principali protagoniste di quel periodo. Giovanna Marturano, Lucia Ottobrini, Carla Capponi, Laura Lombardo Radice, Maria Teresa Regard e Marisa Musu.</p>
<p><span id="more-22"></span><strong>CAST</strong><br />
Claudia Crisafio<br />
Cecilia d&#8217;Amico<br />
Maria Scorza<br />
Federica Seddaiu</p>
<p><strong>TOURNE&#8217;</strong><br />
<strong>Luglio 2009</strong> &#8211; Fiano Romano, BorgoFestival<br />
<strong>Marzo 2010</strong> &#8211; Roma, Teatro Duse<br />
<strong>Luglio 2010</strong> &#8211; Gattatico, Festival di Resistenza<br />
<strong>Settembre 2010</strong> &#8211; Roma, Casa Internazionale delle Donne<br />
<strong>Settembre 2010</strong> &#8211; Roma, Museo della liberazione<br />
<strong>Ottobre 2010</strong> &#8211; Roma, Teatro Lo spazio<br />
<strong>Maggio 2011</strong> &#8211; Roma, Teatro Vittoria<br />
<strong>Luglio 2011</strong> &#8211; Roma, FontanoneEstate<br />
<strong>Luglio 2011</strong> &#8211; Govone, Festival dell&#8217;incanto</p>
<p>Le foto sono di Corynne Valeriani e Fiorenza Panke</p>
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		<title>Gocce</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 14:37:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Regie Teatrali]]></category>

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		<description><![CDATA[GOCCE &#8211; Scene di comune indifferenza è uno spettacolo-concerto realizzato per accendere nuove luci sui temi dell’immigrazione, della guerra, sulla disparità di considerazione ed attenzione nei confronti di coloro che vengono considerati “altro da noi” o “diversi”, siano essi persone senza fissa dimora, “matti”, omosessuali discriminati o semplicemente esseri soli, costretti alla solitudine dall’impassibilità comune ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>GOCCE &#8211; Scene di comune indifferenza è uno spettacolo-concerto realizzato per accendere nuove luci sui temi dell’immigrazione, della guerra, sulla disparità di considerazione ed attenzione nei confronti di coloro che vengono considerati “altro da noi” o “diversi”, siano essi persone senza fissa dimora, “matti”, omosessuali discriminati o semplicemente esseri soli, costretti alla solitudine dall’impassibilità comune che violenta più della condanna. Le luci di questo spettacolo vogliono allontanare le ombre che sono proprie dell’indifferenza e de “l’abitudine al silenzio” per scuoterle dal torpore che le alimenta.</p>
<p><span id="more-14"></span></p>
<p>Uno spettacolo-concerto pre-natalizio, scritto e ideato a sei mani durante una cena. Un modo per dire che ne abbiamo abbastanza. Uno spettacolo che è anche e soprattutto un percorso durante il quale voci ed arti diverse si incontrano e si impastano per formare un racconto che parla di oggi, del nostro tempo.</p>
<p>Regia, Video&amp;audio <strong>Alessio Mosca</strong><br />
musiche e canzoni <strong>Andrea Gentili</strong><br />
poesie e testi <strong>Nicolò Sorriga</strong></p>
<p>Le foto sono di Beatrice Lencioni e Sara Galimberti</p>
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		<title>Lovesong</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 13:46:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Regie Teatrali]]></category>

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		<description><![CDATA[John Kolvenbach &#124; Debutto: Gennaio 2009 &#124; Teatro Agorà, Roma Hanno senso le canzoni d’amore? Per un tipo introverso come Beane, no. Lui mangia in una tazza e non capisce come va il mondo. Sua sorella Joan e il marito Harry provano ad incoraggiarlo, ma sono troppo presi dalla loro routine per migliorare le cose. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>John Kolvenbach</strong> | <strong>Debutto</strong>: <em>Gennaio 2009</em> | <strong>Teatro Agorà</strong>, Roma</p>
<p>Hanno senso le canzoni d’amore? Per un tipo introverso come Beane, no. Lui mangia in una tazza e non capisce come va il mondo. Sua sorella Joan e il marito Harry provano ad incoraggiarlo, ma sono troppo presi dalla loro routine per migliorare le cose. Eppure quando appare la misteriosa Molly, tutto cambia. E a Joan e Harry non resterà che mettersi sulle tracce dell’intrusa che sta sconvolgendo la vita di Beane e che, indirettamente, sconvolgerà anche la loro.</p>
<p><strong>SPETTACOLO IN PRIMA ASSOLUTA IN ITALIA</strong></p>
<p><span id="more-29"></span>LoveSong ha debuttato in anteprima mondiale nel Marzo del 2006 allo Steppenwolf Theatre di Chicago, per la regia di Austin Pendleton. Ha visto successivamente il suo debutto in Europa, il 25 Novembre del 2006, al New Ambassador Theatre, nel West End di Londra, per la regia di John Crowley.</p>
<p>regia e traduzione <strong>Alessio Mosca</strong><br />
con <strong>Antonietta de Lorenzo</strong>, <strong>Enrico Barbieri</strong>, <strong>Davide Nebbia</strong>,<strong> Enrica Nizi</strong></p>
<p>scene <strong>Antonio Del Pizzo</strong><br />
costumi <strong>Camilla Alibrandi</strong><br />
disegno luci <strong>Luisa Monnet</strong><br />
musiche originali <strong>Andrea Gentili</strong><br />
fotografie <strong>Beatrice Lencioni</strong><br />
assistente alla regia <strong>Oriana Mirruzzo </strong><br />
direttore di scena <strong>Virginia Franchi</strong></p>
<p>Realizzazione Grafica: <strong>Annabelle Fiset</strong><br />
Ufficio Stampa: <strong>Ilaria Salvi</strong><br />
Realizzazione video: <strong>Antonello Varallo</strong>
<a href='http://www.alessiomosca.it/regie/29/attachment/lovesong4/' title='lovesong4'><img width="150" height="150" src="http://www.alessiomosca.it/wp-content/uploads/2012/02/lovesong4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="lovesong4" title="lovesong4" /></a>
<a href='http://www.alessiomosca.it/regie/29/attachment/lovesong5/' title='lovesong5'><img width="150" height="150" src="http://www.alessiomosca.it/wp-content/uploads/2012/02/lovesong5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="lovesong5" title="lovesong5" /></a>
<a href='http://www.alessiomosca.it/regie/29/attachment/lovesong6/' title='lovesong6'><img width="150" height="150" src="http://www.alessiomosca.it/wp-content/uploads/2012/02/lovesong6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="lovesong6" title="lovesong6" /></a>
<a href='http://www.alessiomosca.it/regie/29/attachment/lovesong1/' title='lovesong1'><img width="150" height="150" src="http://www.alessiomosca.it/wp-content/uploads/2012/02/lovesong1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="lovesong1" title="lovesong1" /></a>
<a href='http://www.alessiomosca.it/regie/29/attachment/lovesong2/' title='lovesong2'><img width="150" height="150" src="http://www.alessiomosca.it/wp-content/uploads/2012/02/lovesong2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="lovesong2" title="lovesong2" /></a>
<a href='http://www.alessiomosca.it/regie/29/attachment/lovesong3/' title='lovesong3'><img width="150" height="150" src="http://www.alessiomosca.it/wp-content/uploads/2012/02/lovesong3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="lovesong3" title="lovesong3" /></a>
</p>
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		<title>Fragole a Gennaio</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 12:48:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Regie Teatrali]]></category>

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		<description><![CDATA[di Evelyne de la Chenelière &#124; Debutto: Marzo 2008 &#124; Teatro Agorà, Roma Hai mai immaginato di vivere in un film? Francois tutti i giorni. E usa ogni attimo della sua vita come ispirazione. Ma le cose si fanno complicate quando Sophie, sua ex fidanzata e coinquilina, conosce il giovane professore Robert; e quando Lea, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Evelyne de la Chenelière | Debutto: Marzo 2008 | Teatro Agorà, Roma<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Hai mai immaginato di vivere in un film?</strong><br />
Francois tutti i giorni.<br />
E usa ogni attimo della sua vita come ispirazione. Ma le cose si fanno complicate quando Sophie, sua ex fidanzata e coinquilina, conosce il giovane professore Robert; e quando Lea, vecchia amica di Sophie, si mette alla sua ricerca. Trovare un finale stavolta sarà sempre più difficile.<br />
Nel gioco in controtempo del destino, i quattro disegneranno una storia di amore e bugie dove si sovrappongono realtà e fantasia. E la sottile linea che le divide si farà sempre più sfocata.</p>
<p><strong>SPETTACOLO IN PRIMA ASSOLUTA IN ITALIA</strong></p>
<p><span id="more-41"></span></p>
<p>Fragole a Gennaio ha debuttato in anteprima mondiale nel 2003 all’ Alberta Theatre Projects di Calgary, Canada. In Europa il testo è stato rappresentato, in una versione adattata da Rona Munro, al Traverse Theatre nell’Agosto del 2006, all&#8217;interno dell&#8217;Edinburgh Fringe Festival.</p>
<p>regia e traduzione <strong>Alessio Mosca</strong><br />
con <strong>Josefia Forlì</strong>, <strong>Claudia Salvatore</strong>, <strong>Riccardo</strong> <strong>Monitillo</strong>, <strong>Enrica</strong> <strong>Nizi</strong></p>
<p>scene e costumi <strong>Barbara</strong> <strong>Marchini</strong><br />
musiche originali <strong>Andrea</strong> <strong>Gentili</strong><br />
fotografie <strong>Chiara</strong> <strong>Taddei</strong><br />
assistente alla regia <strong>Valeria</strong> <strong>Mercandino</strong></p>
<p>Realizzazione Grafica: <strong>Abi Huynh</strong><br />
Ufficio Stampa: <strong>Alessandro Lavorgna</strong><br />
Organizzazione: <strong>Ilaria Cambone</strong><br />
Realizzazione video: <strong>Antonello Varallo</strong> e <strong>Ciro Desio</strong></p>
<p><strong>NOTE DI REGIA</strong><br />
Ho aperto per la prima volta &#8220;Des Fraises en Janvier&#8221; ad Agosto del 2008. Se dovessi raccontare come è andato il nostro primo incontro, difficilmente riuscirei a dirlo. Forse perchè non c&#8217;è &#8220;qualcosa&#8221; da dire. Credo che si decida di aprire un libro perchè ci attira la sua forma, il suo colore, il suo odore. E&#8217; un&#8217;azione impulsiva, personale. Ancora più impulsiva è l&#8217;idea di metterlo in scena, perchè tra il leggere un testo e decidere di rappresentarlo passa un tempo che sembra lunghissimo, ma che in realtà si risolve in una manciata di minuti.<br />
Mi interessava anche un lavoro sulla nuova drammaturgia straniera, il Canada vibra di nuove forze, gode di un buon panorama di scrittori ed Evelyne de la Chenelière è solo la ciliegina su una torta ben guarnita.<br />
Ho cominciato a lavorare subito sul testo, a scarabocchiare frammenti di traduzione sparsi qui e li, appuntare immagini, creare delle possibili situazioni. Mi sono sentito con Ilaria, la nostra responsabile organizzativa, che si è subito entusiasmata. Ha letto il testo in una notte e si è innamorata di Francois, il protagonista maschile. Le ho mandato un messaggio: &#8220;è pericoloso innamorarsi dei personaggi di una storia&#8221;, le ho detto. Mi ha risposto subito: &#8220;E&#8217; un testo che si lascia amare&#8221;.
<a href='http://www.alessiomosca.it/regie/fragole-a-gennaio/attachment/fragoleagennaio1/' title='fragoleagennaio1'><img width="150" height="150" src="http://www.alessiomosca.it/wp-content/uploads/2012/02/fragoleagennaio1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="fragoleagennaio1" title="fragoleagennaio1" /></a>
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</p>
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		<title>9 Giugno</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 00:31:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti]]></category>

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		<description><![CDATA[Se possiedi una sola cosa come fai a sapere se è la migliore? Harold Pinter Ho letto un articolo che parlava di quel giorno. Avevamo organizzato un pranzo con tanti ragazzi, uno di loro c&#8217;ha scritto un articolo sopra. Io ricordo. Anche ora che mi si ghiacciano le dita. Il pomeriggio mi hai scritto che ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Se possiedi una sola cosa come fai a sapere se è la migliore?</em><br />
<strong> Harold Pinter</strong></p>
<p>Ho letto un articolo che parlava di quel giorno.<br />
Avevamo organizzato un pranzo con tanti ragazzi, uno di loro c&#8217;ha scritto un articolo sopra.<br />
Io ricordo. Anche ora che mi si ghiacciano le dita.<br />
Il pomeriggio mi hai scritto che volevi vedermi: alle 5 in piazza, hai detto.<br />
Ci siamo visti e mi hai raccontato. Ho sentito la tua voce come corde di chitarra appena strusciate.<br />
L&#8217;estate stava arrivando. Nell&#8217;aria la sensazione,<br />
di qualcosa che nasceva.<br />
Per stare con te ho fatto tardi al lavoro.</p>
<p><span id="more-220"></span>Ma non mi sarei mai perso lo spettacolo delle tue guance sporche di caffè.<br />
Abbiamo camminato tanto che ci si sono bucate le scarpe. Ci siamo bucati le scarpe con l&#8217;amore.<br />
La sera siamo andati in un cinema che parlava di noi. Qualcuno ci ha dedicato una serenata in un cortile. Siamo tornati a casa sudati, ti ho asciugato il seno umido davanti al quadro degli elefanti gialli. Ci siamo stretti, fino a farci indolenzire il cuore, fino a mattina.<br />
Abbiamo mangiato e ci siamo tuffati in una fontana. Hai perso gli occhiali. Il giorno dopo ho corso tra la gente per lasciarti una tazza di latte caldo davanti la porta. L&#8217;hai bevuto tutto di un fiato senza mai smettere di guardarmi. Mi sono fatto latte per te.<br />
Ancora abbiamo camminato, con le scarpe bucate, su per il ciottolato, fin su la chiesa.<br />
Ci siamo specchiati nelle vetrine di un&#8217;agenzia funebre.<br />
Hai avuto paura. E ho visto tutti i tuoi colori per la prima volta.<br />
Ho festeggiato a colpi di clacson, mentre la strada scorreva.<br />
Nella testa l&#8217;idea instancabile, di non essere più un numero dispari.</p>
<p><strong><em>mattina</em><em>, giovedi 22 dicembre 2011</em></strong></p>
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