<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Alessio Mosca</title>
	<atom:link href="http://www.alessiomosca.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.alessiomosca.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 13 Apr 2012 10:21:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Rosa di Gerico</title>
		<link>http://www.alessiomosca.it/scritti/rosa-di-gerico/</link>
		<comments>http://www.alessiomosca.it/scritti/rosa-di-gerico/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 10:21:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessiomosca.it/?p=303</guid>
		<description><![CDATA[Ho immerso in acqua tiepida la mia rosa di gerico e l&#8217;ho appoggiata sul davanzale della finestra. Mi sono seduto di fronte a lei e l&#8217;ho guardata mentre si schiudeva. La rosa di gerico scioglie le sue foglie al sole lentamente, come un orgasmo. Si apre con piccoli sussulti, minuscole scosse verso l&#8217;alto, poi si ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho immerso in acqua tiepida la mia rosa di gerico e l&#8217;ho appoggiata sul davanzale della finestra.<br />
Mi sono seduto di fronte a lei e l&#8217;ho guardata mentre si schiudeva.<br />
La rosa di gerico scioglie le sue foglie al sole lentamente, come un orgasmo.<br />
Si apre con piccoli sussulti, minuscole scosse verso l&#8217;alto, poi si allunga, stirando ogni nervo.<br />
Quando non ha più acqua, si secca.<br />
Diventa leggera, cosicché il vento possa soffiarla via fino ad un corso d&#8217;acqua, dove può rifiorire e ricominciare il ciclo.</p>
<p><span id="more-303"></span>Ho sfidato la mia pazienza stando li fermo l&#8217;intero pomeriggio, a seguire questo pugno di radici intrecciate che si slegavano.<br />
A poco a poco, i pensieri si sono fatti semplici.<br />
La rosa si apriva, la mia vita si chiudeva.<br />
Per ogni ramo che sbracciava e si muoveva, io ero diventato immobile.<br />
Ho pensato al vento.<br />
Una fronda spazzata dal vento.<br />
Furibonda fuori, con un&#8217;anima calma dentro, che sa farsi trasportare.<br />
Ho pensato al desiderio.<br />
In ogni ramo c&#8217;è una voglia nascosta. Il desiderio di distendersi.<br />
Calmo fuori, un&#8217;innervatura sottile e potente dentro, che guida il movimento.</p>
<p>In preda ad un senso di urgenza sono corso a chiudere la porta di casa.<br />
Ho staccato tutti i telefoni, eliminato qualsiasi possibilità di comunicazione.<br />
Volevo stare solo, con la mia rosa di gerico.</p>
<p>Le sue radici succhiavano acqua e la portavano in alto.<br />
Ho pensato ai maschi della casa.<br />
Ad una carezza sulla pancia.</p>
<p>Mi si è schiusa la felicità, come si è schiusa la rosa di gerico.<br />
Ho aggiunto altra acqua tiepida.<br />
Un nuovo spasmo ha percorso la sua superficie.<br />
Mi è sembrato un bel momento. Condividere il pomeriggio con una rosa.<br />
Fuori dalla porta ho sentito minacciosi i rumori.<br />
Il sole è sparito dietro ad una nuvola, poi è riapparso.<br />
Con la mano ho spostato la rosa più in là.<br />
Lei mi ha ringraziato.<br />
Un ramo ha teso la sua mano verso la mia faccia e mi ha accarezzato, togliendomi ogni dolore.<br />
Il pianto si è affacciato dietro ai miei occhi. Ho lasciato che venisse.<br />
Il mio ventre si è schiuso, come si è schiusa la rosa di gerico.<br />
La mia rosa di gerico.<br />
Ho pensato a lei tutto il giorno, come ad una ragazza timida che non vuole spogliarsi.<br />
Quando ha finito di aprirsi, ha tirato un sospiro di sollievo.<br />
Io sono caduto nel letto, addormentato per ore.</p>
<p><em><strong>pomeriggio, giovedi 12 aprile 2012</strong></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessiomosca.it/scritti/rosa-di-gerico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ispirazioni giornaliere</title>
		<link>http://www.alessiomosca.it/ispirazioni/297/</link>
		<comments>http://www.alessiomosca.it/ispirazioni/297/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 15:16:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ispirazioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessiomosca.it/?p=297</guid>
		<description><![CDATA[IEvelyn Hofer, Dublin, 1966]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IEvelyn Hofer, Dublin, 1966</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessiomosca.it/ispirazioni/297/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Una storia da scrivere</title>
		<link>http://www.alessiomosca.it/scritti/una-storia-da-scrivere/</link>
		<comments>http://www.alessiomosca.it/scritti/una-storia-da-scrivere/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 15:11:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessiomosca.it/?p=293</guid>
		<description><![CDATA[Vi meritate una bella storia. Senza sangue, davanti al buon cibo. Vi meritate la nostra storia, nella quale potersi specchiare. Nella quale poter vedere e progredire. Sarà una storia semplice, non sarà normalizzata. Sarà una storia con il colore di ognuno dei nostri occhi. Farà fatica scriverla perché sarà vera. Ci sarà da scavare. Ci ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi meritate una bella storia.<br />
Senza sangue, davanti al buon cibo.<br />
Vi meritate la nostra storia, nella quale potersi specchiare. Nella quale poter vedere e progredire.<br />
Sarà una storia semplice, non sarà normalizzata.<br />
Sarà una storia con il colore di ognuno dei nostri occhi.<br />
Farà fatica scriverla perché sarà vera.<br />
Ci sarà da scavare.</p>
<p><span id="more-293"></span>Ci sarà da vedere, senza voltarsi, né riderci su.<br />
Sarà una storia immediata, arriverà dopo un giorno da niente, sarà come un viaggio, la decisione di lasciare la propria casa quando già sa di albergo.<br />
Calmerà la pancia ma la farà rivoltare.<br />
Improvvisa. Serena. Decisa.<br />
Ci saranno dei pezzi muti. A volte sarà in bianco e nero.<br />
Violenta.<br />
Sarà uno scambio. Io racconto un sogno a te, tu dai una soluzione a me.<br />
Sarà contro i genitori, sarà a favore dei genitori, saranno mille contraddizioni.<br />
Sarà una bicicletta sfasciata, denti scoperti, saranno perline e braccialetti, scopate selvagge con prostitute e momenti di sconforto.<br />
Sarà la storia di una persona sola, di chi ti oscura e poi ti abbraccia.<br />
Sarà la storia di chi ha perso e ha vissuto. Di chi ci ha preso le botte.<br />
Sarà di chi ha paura. Paura di scrivere una storia.<br />
Sarà una storia che ci meritiamo.<br />
Di mal di schiena, richieste di amore, di piaghe.<br />
Saranno le parole giuste.<br />
Sarà una storia di quaderni, delle passeggiate da soli per comprare i regali di Natale, di quella volta in riva al fiume a mimare il futuro.<br />
Sarà “scrivi, perdio, scrivi!”, l&#8217;inchiostro che ci salverà prima di seccarsi, saranno dieci, cento cancellature.<br />
Sarà una storia non riletta. Sarà tutto di getto, salti e voci alte, saremo noi.<br />
Noi.<br />
Di quelli che ci provano e non ci riescono.<br />
O riescono, ma non lo sanno</p>
<p><strong><em>pomeriggio, lunedi 2 aprile 2012<br />
</em></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessiomosca.it/scritti/una-storia-da-scrivere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Morsi</title>
		<link>http://www.alessiomosca.it/scritti/morsi/</link>
		<comments>http://www.alessiomosca.it/scritti/morsi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2012 10:54:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessiomosca.it/?p=280</guid>
		<description><![CDATA[Non provare a catturarmi. Non cercare di afferrarmi. Non tirarmi per la maglietta stretta tra due dita. Non dirmi come si fa, non darmi da mangiare, non dettarmi tempi. Questo è quello che vuoi?Vuoi arrivare a me senza chiedere permesso, vuoi parlare con me senza che io sia parte del discorso. Vuoi sapere come non ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non provare a catturarmi.<br />
Non cercare di afferrarmi.<br />
Non tirarmi per la maglietta stretta tra due dita.<br />
Non dirmi come si fa, non darmi da mangiare, non dettarmi tempi.</p>
<p>Questo è quello che vuoi?<span id="more-280"></span>Vuoi arrivare a me senza chiedere permesso, vuoi parlare con me senza che io sia parte del discorso.<br />
Vuoi sapere come non sono.<br />
Sono solo una proiezione, solo una voglia.<br />
Ma se mi conoscessi: non ti piacerebbe quello che penso e come lo penso, non ti piacerebbe incontrarmi di schiena, non ti piacerebbero certe sere, quando apro le finestre per far prendere aria alle paure.<br />
Io che amo la poesia ma non so far poesia. Io che amo la musica, ma non so far musica.<br />
Io che amo guardare la gente ma non so guardare la gente.<br />
E mi preoccupo dell&#8217;argilla, dei profumi, dei quadri storti.</p>
<p>Ma tu vorresti farmi vento.<br />
L&#8217;unico vento che gonfierà le mie vele voglio che sia quello della mia anima.<br />
Ma tu vorresti chiedermi i perchè.<br />
Io voglio parlare di sedani e lucertole e non dare perchè.<br />
Continuerò ad innamorarmi di ogni naso che vedo e a sognarlo fino a quando non mi sarò stancato.<br />
Continuerò a leggere pezzi di libri, e a poco a poco, diventare ogni riga, ogni parola, ogni spazio.<br />
Avere accanto cavalletti, ossa e trofei.<br />
Girarmi a destra come un assassino, guardare a sinistra come un amante, coprirmi con una mano le labbra aperte come un bambino.<br />
Tu mi insegui. Tu mi vuoi fermare. Tu chiedi.<br />
Ripeti gli stessi schemi che conosco, vecchi trucchi, idee bisunte, parole già sentite, versi già fatti.</p>
<p>Mentre spingo forte i piedi sulla terra per lasciare un&#8217;orma. E&#8217; solo quella che vedrò, quando mi libererò in volo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessiomosca.it/scritti/morsi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Henry David Thoreau</title>
		<link>http://www.alessiomosca.it/ispirazioni/henry-david-thoreau/</link>
		<comments>http://www.alessiomosca.it/ispirazioni/henry-david-thoreau/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 10:48:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ispirazioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessiomosca.it/?p=273</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessiomosca.it/ispirazioni/henry-david-thoreau/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ascolti</title>
		<link>http://www.alessiomosca.it/ispirazioni/ascolti/</link>
		<comments>http://www.alessiomosca.it/ispirazioni/ascolti/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 10:41:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ispirazioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessiomosca.it/?p=276</guid>
		<description><![CDATA[Bon Iver &#8211; Minnesota, WI]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bon Iver &#8211; Minnesota, WI</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessiomosca.it/ispirazioni/ascolti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>E&#8217; partito un nuovo corso</title>
		<link>http://www.alessiomosca.it/laboratori/e-partito-un-nuovo-corso-2/</link>
		<comments>http://www.alessiomosca.it/laboratori/e-partito-un-nuovo-corso-2/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 11:26:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Laboratori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessiomosca.it/?p=266</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Non pensavo si sudasse ad un corso di recitazione&#8221;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non pensavo si sudasse ad un corso di recitazione&#8221;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessiomosca.it/laboratori/e-partito-un-nuovo-corso-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ispirazioni giornaliere</title>
		<link>http://www.alessiomosca.it/ispirazioni/ispirazioni-3/</link>
		<comments>http://www.alessiomosca.it/ispirazioni/ispirazioni-3/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 00:36:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ispirazioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessiomosca.it/?p=192</guid>
		<description><![CDATA[Phil Stern - Rita Moreno, West Side Story rehearsal, 1961]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Phil Stern -<em> Rita Moreno, West Side Story rehearsal, </em>1961</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessiomosca.it/ispirazioni/ispirazioni-3/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il corpo si ricorda</title>
		<link>http://www.alessiomosca.it/ispirazioni/il-corpo-si-ricorda/</link>
		<comments>http://www.alessiomosca.it/ispirazioni/il-corpo-si-ricorda/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 23:33:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ispirazioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessiomosca.it/?p=128</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessiomosca.it/ispirazioni/il-corpo-si-ricorda/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Due occasioni perse</title>
		<link>http://www.alessiomosca.it/scritti/due-occasioni-perse/</link>
		<comments>http://www.alessiomosca.it/scritti/due-occasioni-perse/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 00:33:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessiomosca.it/?p=216</guid>
		<description><![CDATA[Al dolore, che è entrato come una goccia UNO Mi sta ad un palmo dal naso. Ci stiamo salutando davanti al cancello, sotto casa sua, dopo aver trascorso la serata insieme: a parlare su una panchina, a bere birra ghiacciata da una bottiglia nonostante faccia un freddo cane. Così da vicino sento chiaramente l&#8217;odore dei ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Al dolore, che è entrato come una goccia</em><br />
<em></em></p>
<p><strong>UNO</strong></p>
<p>Mi sta ad un palmo dal naso. Ci stiamo salutando davanti al cancello, sotto casa sua, dopo aver trascorso la serata insieme: a parlare su una panchina, a bere birra ghiacciata da una bottiglia nonostante faccia un freddo cane. Così da vicino sento chiaramente l&#8217;odore dei suoi capelli. Mi fanno morire i suoi capelli. Lei non lo sa, ma uno di questi giorni, se ci vedremo ancora, rischia di girarsi e ritrovarmi disteso a terra, senza vita.</p>
<p>“Bè, allora ciao” mi dice.</p>
<p><span id="more-216"></span></p>
<p>Ma il ciao è sospeso. L&#8217;ultima o non è chiusa, l&#8217;ha lasciata aperta. Certo, questo, in circostanze normali, può voler dire molte cose. Ma questa non è per niente una circostanza normale. Qui siamo un uomo e una donna davanti ad un cancello e ci stiamo salutando. Lei mi sta di fronte a pochi centimetri. Magra che sembra un fildi ferro. Gli occhi apertissimi e la pelle seccata dal vento. E quella o aperta può voler dire solo una cosa.</p>
<p>Ma ci devo pensare?</p>
<p>Dai, fallo adesso. Basta alzare un braccio, affondarle una mano nei capelli (oddio, i suoi capelli), avvicinarla a te e baciarla. Poi sarà una lunga notte. Ma a questo non pensarci adesso. Adesso devi solo fare quello che un uomo farebbe in queste circostanze.</p>
<p>“Ci sentiamo” mi dice.</p>
<p>Ecco, si sta stancando. Lo vedi, aspetta te. Vuoi farla aspettare ancora a lungo? Essù!</p>
<p>Si avvicina. Si sta avvicinando lei. Questo non è buono. O forse si. Ha chiuso gli occhi! La mia autostima esulta. E&#8217; fatta. Chiudo gli occhi anche io. Stiamo per baciarci.</p>
<p>Ma improvvisamente sento le sue labbra che sfiorano la mia guancia. Non le mie labbra. Ma la mia guancia.</p>
<p>Sono fregato. Mi crolla il mondo addosso. Finirà come in quelle soap opera moderne e lacrimose, con lei e lui che diventano amici per la pelle e molto tempo dopo ricordano del loro approccio e ci ridono su davanti ad un bicchiere di champagne in una casa da cinquemila euro al mese.</p>
<p>Io non lo voglio un futuro del genere. Io voglio lei, adesso.</p>
<p>Poi un&#8217;intuizione. Non sono ancora morto! Basta ruotare la testa di 30, forse 20 gradi nel momento esatto in cui lei si starà allontanando ed in men che non si dica staremo aggrappati in un bacio appassionato. Mi preparo. Conto mentalmente fino a 5. Sarà un grande bacio, me lo sento. Sarà una grande serata. Me lo sento. Ma faccio in tempo ad arrivare al 3 e lei si è allontanata, è di nuovo di fronte a me. Negli occhi uno sprazzo di vago desiderio e un&#8217;insistente ombra di rimprovero che vuol dire più o meno “sei un coglione”.</p>
<p>“Ciao” dice.</p>
<p>Apre il cancello e scappa via.</p>
<p>“Ciao” dico io.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>DUE</strong></p>
<p>Stamattina ero così nervoso che ho preso a pugni il materasso e ho rotto due doghe della rete.<br />
“Poco male, ne ricompro un altra” ho pensato “ma adesso devo sfogarmi in qualche modo.”<br />
Ho preso un barattolo pieno di monete e l&#8217;ho scagliato contro il muro.<br />
Un tuono di tintinnii ha riempito la stanza e mi sono ritrovato con uno sfregio sulla parete.<br />
Mi sono detto “o faccio qualcosa o mi succede qualcosa”<br />
Ho preso la macchina deciso ad andare alla stazione per prendere il primo treno in partenza.<br />
Quando sono arrivato lì, il tabellone diceva che il primo treno sarebbe stato alle 14:53 per Formia.<br />
Non proprio la destinazione migliore, ho pensato, ma tant&#8217;è, avevo scelto di farlo e quel che è detto è detto.<br />
Sono andato in biglietteria e mi sono messo in coda.<br />
Mentre ero li in fila, ho notato davanti a me una signora vecchissima, con uno chignon stretto in testa a mò di scrigno, che aveva la borsa completamente aperta.<br />
Le ho detto “Signora, ha la borsa aperta”.<br />
Lei mi ha sorriso, mi ha ringraziato e con un gesto rapido c&#8217;ha infilato dentro una mano.<br />
Ne ha tirato fuori una caramella piccola e nera e me l&#8217;ha data.</p>
<p>“Questa è per te” mi ha detto. “Grazie davvero”.</p>
<p>Poi ha richiuso la borsa e ha continuato ad aspettare il suo turno.</p>
<p>L&#8217;ultima volta che avevo mangiato quella caramella avevo 10 anni e l&#8217;avevo appena rubata dal barattolo di coccio a casa di nonna.</p>
<p>D&#8217;improvviso mi è presa una curiosità infinita di sapere tutto su quella vecchina dallo chignon stretto. Mi è presa voglia di chiederle perchè doveva prendere il treno, dove doveva andare, se stava andando o stava tornando e se aveva figli o un marito o dei nipoti. Avrei voluto chiederle che lavoro aveva fatto tutta la via, se era vissuta sempre in città o in campagna, se durante la guerra si era dovuta nascondere o aveva rubato mai della frutta. Se aveva paura delle malattie, se era mai stata ricoverata per una cosa stupida, se si sentiva mai tanto sola da pensare di non farcela e se di pomeriggio si metteva davanti alla finestra a spalmare marmellata sul pane e ad aspettare che l&#8217;acqua per il tè bollisse. Avrei voluto chiederle tante cose e per un momento sono stato sul punto di toccarle una spalla e chiederle “Senta signora, le va se le offro un caffè?”.</p>
<p>Ma poi mi è presa paura. Mi sono sentito un cretino. Anche di tutta quella messa in scena, del mio nervosismo. della biglietteria, di stare in fila per prendere un treno per Formia. Ma che ci devo andare a fare a Formia? Sono proprio un cretino. Mi sono girato di scatto che per poco non facevo cadere un signore in fila dietro di me.</p>
<p>“Mi scusi” ho detto.</p>
<p>Sono uscito dalla fila, dalla biglietteria, dalla stazione, mi sono rimesso in macchina e ho rifatto tutta la strada che avevo fatto all&#8217;andata. Ma stavolta ho allungato fino al mare. Sono arrivato sulla spiaggia, mi sono seduto, ho affondato una mano nella sabbia e ho stretto forte.</p>
<p><strong><em>sera, lunedi 12 dicembre 2011</em></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessiomosca.it/scritti/due-occasioni-perse/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

